La gatta della Regina, Domitilla Calamai e Marco Calamai De Mesa

Nessuna donna avrebbe mai potuto sostituirla nel mio cuore e nella mia vita, ma all’epoca disperavo di poterla mai rivedere. E talmente grande era la mia dolorosa solitudine che accettai di alleviarla in qualche modo. Ora so che, benché sia stato un errore, forse fu la condizione per poter sopravvivere alla mancanza di Clara.

Cari lettori,
a malincuore devo dirvi che nel seguito de “La mantella rossa” Diego e Clara passano il testimone ai loro tre figli: Alvaro, Inés e Juan.
Uno più bello dell’altro, diversi per attitudini ma tutti e tre brillanti diversamente, in queste 222 pagine ci porteranno con loro alla scoperta del Nuovo Mondo.
Anche questo titolo La Lepre (prezzo di copertina €20) mi ha trasportata lontano, mi ha fatta navigare nei mari spagnoli della fantasia e fatta innamorare, tanto, del mondo.

Sinossi:
All’inizio del Cinquecento si ampliano i confini di un mondo in rapida trasformazione.Tra Tenerife, Europa e Americhe tre fratelli si confrontano con una realtà in continuo divenire, alla ricerca di se stessi. Àlvaro s’immerge negli affari tra l’Andalusia, le Canarie e Genova, dove l’ammiraglio Andrea Doria gli propone una missione diplomatica presso l’imperatore Carlo V; ad accompagnarlo sarà un’affascinante nobildonna, Camilla Parodi. Inés diviene dama di compagnia dalla regina Giovanna La Pazza, madre dell’imperatore, e a Toledo s’innamora di Maria Pacheco, la donna che guida la rivolta dei Comuneros; la scoperta della sua vera identità sessuale sarà per lei anche il movente di scelte estreme. Juan s’imbarca per le Indias per studiare la flora del Nuovo Mondo e in Amazzonia toccherà con mano la violenza della conquista. Attraverso le audaci vicende dei tre protagonisti, raccontate con attento rigore storico, il romanzo ci porta nel cuore di un’epoca di sconvolgente mutamento.

Cosa ne penso?
Innanzitutto precisiamo il periodo storico in cui ci ritroviamo: siamo tra il 1519 ed il 1523, pochi anni coincisi in queste pagine che viviamo dagli occhi di diversi personaggi, tra cui spicca la figura della bambinaia ritrovata Nayra, sparita da casa De Mesa in un alone di mistero;
la figura della regina Juana con la sua amata gatta e l’imponente e superbo Carlo V, figlio di Juana, in lite contemporaneamente con Francesco I di Francia e alle prese con la famosa rivolta dei Comuneros.
Insomma, non sono anni facili quelli trattati ma anzi fortemente bellici e necessitanti di tanto coraggio: fortunatamente è proprio il caso degli eredi De Mesa.
Abbiamo così il mare, questo oceano che è simbolo di libertà ma anche abisso di morte, questa vastità di acqua che porta lontano, che si fa soglia di scoperte e di inizio di nuove vite.
In questo secondo volume, inoltre, viene introdotta la nostra amata Italia: abbiamo infatti Genova con le sue personalità di spicco, i mercanti, gli homines economici della “porta d’Occidente” che gioca un ruolo fondamentale all’interno della disputa tra Carlo V e Francesco I ed inizia a pretendere una posizione cruciale all’interno della scena che oggi definiremmo Europea.
Visto ed analizzato l’elemento storico alla base del romanzo, il mio pensiero personale rimane molto positivo per la scelta stilistica semplice ma mai semplicista e soprattutto nitida ed efficace per far giungere il contenuto al lettore, che viene sicuramente incoraggiato da tecnicismi così abbordabili e che non richiedono alcuna conoscenza della storia a priori.
Sicuramente si nota in questo secondo volume una supremazia della parte romanzata su quella storica, cosa di cui nel primo volume avevo detto il contrario.
Ma forse era necessaria, forse semplicemente questa scelta è stata dettata dalla necessità di vivere gli eventi storici non più dal mero punto di vista dello studioso della storia quanto dello storico che, con la sua passione, vive eventi che non si isolano mai ad un determinato anno ma fondamentalmente si ripetono nel tempo periodicamente per mano di un uomo noncurante di apprendere e di migliorarsi dai tempi che furono.
Queste sono state le riflessioni che queste pagine mi han portata a fare e di cui consiglio vivamente una lettura critica per estrapolare da esse il meglio.

Vi ringrazio per l’attenzione se siete riusciti ad arrivare fin qui e vi auguro un buon weekend!
Un abbraccio,
Ros.

2 pensieri su “La gatta della Regina, Domitilla Calamai e Marco Calamai De Mesa”

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